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Ma io... chi sono?

Utente: aMichevole
Nome: Michele T.
Certe volte, soprattutto la sera tardi, quando tutti dormono, mi viene un grande sconforto. In questi casi mi piace andare in balcone, affacciarmi e pensare. Queste depressioni momentanee mi fanno ragionare a lungo sul motivo della nostra esistenza su questo mondo. Ma, alla fine, chissenefrega...

frase ricorrente

"Ogni possibile viltà diventa una meravigliosa speranza se uno sa riconoscerla."

da Viaggio Al Termine Della Notte di L.F.Céline

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    mercoledì, 22 aprile 2009 - ore 21:14

    Quattropneumatici #1

    Girovagando tra gli anfratti di Facebook mi sono ritrovato davanti una foto made in London postata da Laura (a proposito....auguroni! ) (che poi tanto lo so che non mi leggi).

    Perché vi racconto questo? Perché, immortalata per sbaglio nella foto, vi era una Pontiac Firebird del '68! Questa scoperta ha risvegliato il mio spirito di autoamatore d'epoca che, per la prima volta in assoluto, unisco alla mia aspirazione critica-giornalistica per iscritto e... e vediamo che ne vien fuori!

    In un periodo come la prima metà degli anni sessanta, un periodo in cui l'America è giovane e viva, nascono agli stabilimenti Ford Californiani e del New Jersey le prime 'Mustang'.
    Strano a dirsi, ma proprio un 'Mustang' dà vita ad un 'pony'. 'Pony car', o più semplicemente 'pony', è infatti la nuova denominazione di questa giovane tipologia di auto: auto di carrozzeria media/compatta, solitamente coupé 2+2 posti, dotate di potenti motori. Queste auto offrono elevate prestazioni, dimensioni non eccessive con conseguente maggiore agilità, linee gradevoli ed un non trascurabile simbolo di anticonformismo rispetto a tutte le pacifiche berline da famiglia, aspetto molto caro ai giovani, a un prezzo abbastanza contenuto. Per molti aspetti le 'pony' sono facilmente riconducibili alle 'Muscle car' e sebbene siano più leggere e meglio gestibili di quest'ultime,  possono esserne definite le "sorelle minori". In realtà, non esiste una distinzione netta tra le due categorie e spesso vengono accorpate sotto l'unico nome di 'supercars'.

    Il progetto della 'Pontiac Firebird' (nella foto a sinistra il primo modello. Cerchi e verniciatura non originali)  nasce proprio in questo momento.
    Da ormai qualche anno nella nicchia di mercato delle 'pony' è totalmente sovrana la 'Ford Mustang', pressocché unico modello del genere, in quanto le poche rivali (ad esempio la 'Plymouth Barracuda') non conseguirono il medesimo successo. Il gruppo della GeneralMotors ha quindi provato a giocare le proprie carte, lanciando sul mercato, nello stesso anno (1967), la 'Pontiac Firebird' e la 'Chevrolet Camaro', che condividono tra l'altro lo stesso pianale. Entrambe le auto hanno aquisito una notevole popolarità e tutt'ora vi sono un dignitoso numero di fan club e di appassionati.
    La 'Pontiac Firebird' è stata prodotta dal 1967 al 2002  in quattro serie. La prima, prodotta dal '67 al '69, ha un design dalle linee curve, sinuose ma forti, che sembra tagliare l'aria anche quando è posteggiata al marciapiede. La carrozzeria presenta dei tratti che anticipano lo stile che oggi definiamo "muscoloso", che su alcuni modelli attuali è esasperato sino a perdere il proprio fascino a favore della semplice (ed il più delle volte volgare) imponenza. Sul curvilineo corpo vettura si innesta un più teso e squadrato tetto, tanto che può sembrare quasi un hard-top, che sebbene possa richiamare alla mente ed all'occhio lo spoilerino che termina la coda tronca, cozza un po' con il resto della carrozzeria; a questo proposito sembra più fortunata la versione cabriolet, con tettuccio di tela. Molto ben riuscito è il muso dell'auto, a "becco", che traspira carattere. Costituito da due elementi simmetrici che prendono in larghezza tutta la dimensione dell'auto, include i doppi fari, la mascherina nera a maglie fitte ed è attorniato da un'affascinante cornice cromata come soltanto quella di un'auto d'altri tempi può essere.
    La successiva serie (1970-81, restyling nel '77), si rifà molto al model year '67, perdendo però a livello estetico un po' di quella grinta del modello precedente. Il profondo restyling subìto nel '77 la avvicina di più alla serie successiva in Alfa Romeo Duettoquanto risente degli spigolosi gusti degli anni '80, che esplodono sulla versione seguente cambiandola drasticamente. Le ultime due serie (dell'82 e del '93) sono modelli assolutamente a sè stanti, che nulla hanno a che fare esteriormente con il primo modello.

    L'Europa e l'America in fatto di gusti, si sa, non trovano spesso punti in comune. De gustibus non diputandum est!
    Nello stesso periodo, in Italia, i ragazzi sognavano un osso di seppia. Così, era soprannominata la prima versione della 'Duetto'. Niente a che fare con la 'Firebird'! La 'Duetto' manca, forse, della grinta e prepotenza della 'Firebird' ma di certo è più fine ed elegante. Qual è la migliore? Son ragioni di gusti, ai posteri l'ardua sentenza.

    Postato da aMichevole in: storia, bellezza, auto e moto.
    Grazie per i commenti

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